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Qualcosa sta cambiando o no? Gli antichi dicevano che la medicina è la filosofia del corpo e la filosofia è la medicina dell’anima.
Qualcosa sta cambiando attorno a me. Da qualche decennio esercito la professione. Da 10 anni
osservo le problematiche sessuali soprattutto dell’italico maschietto. Ma sempre più spesso
oggi mi ritrovo a pensare: “quest’uomo che mi sta dinnanzi non ha patologie organiche, non è
disturbato psicologicamente eppure soffre del < Così riflettevo alcuni mesi fa. Pensavo a quanto dovremo cambiare noi medici per curare anche ciò a cui nessuno studio ci ha mai preparato. Non la malattia e neppure la prevenzione ma… la mancanza della felicità! E come si fa poi a dare le risposte circa la ricerca di sé quando chi dovrebbe darle è lui stesso ancora errante? I Greci parlavano di eudemonismo (che non è l’edonismo = piacere) ma la ricerca appunto della felicità interiore. Poi la lettura di un‘agenzia di stampa ha acceso il lume. Molti cercano semplicemente un maestro. Con questo spirito ho chiesto proprio a un maestro di filosofia, il professor Giovanni Scirocco, d’immaginare un percorso per chi vuole indagare sé, le proprie memorie e ritornare proustianamente alla ricerca del tempo perduto. Il Suo articolo è il regalo per i cybernauti ai quali propongo per il neonato millennio con un’aforisma: “una sola vita, molti maestri e quanti amori?” La domanda rimase senza risposta.
Buona navigazione… interiore!
In crisi la terapia classica, spopola la “nuova” disciplina. E c'è già chi pensa a
regolamentarla per legge
“Mi consulto con il mio filosofo”. L’ultima moda Usa manda in soffitta Freud, ma gli psicoanalisti si ribellano. L'associazione ufficiale conta già 130 membri NEW YORK - “Abbasso il Prozac, viva Platone”. E' la fine dell'analisi come ce l'ha fatta conoscere Woody Allen? Nella Grande Mela dei neurotici, dei procrastinatori, degli amletici cronici, riecheggia un nuovo slogan e si fa avanti uno strizzacervelli alternativo: il filosofo professionista. Un analista del nuovo millennio che per parcelle da 100 dollari (circa 180 mila lire) in su all'ora elargisce motti intramontabili di duemila anni fa ai newyorkesi insoddisfatti. “I nostri clienti tipici sono proprio i "rifugiati dalla psicoterapia"”, tiene a precisare Lou Marinoff, professore di filosofia al City College di New York e autore del nuovo libro di selfhelp Plato, not Prozac! (edizione Harper Collins). La terapia tradizionale non sembra davvero accontentare più. Secondo un sondaggio del New York Magazine sta addirittura vivendo una vera e propria crisi, culminata statisticamente in una riduzione di 11.000 ore nelle sessioni terapeutiche rispetto ai tempi d'oro degli anni '80, quando l'analista riceveva 3 pazienti 3 volte alla settimana. E allora? Via libera a Platone, Socrate, Kant e Kierkegaard. “Molti dei problemi che ci troviamo ad affrontare, dal volere ma non sapere come cambiare la carriera o terminare una relazione alienante, sono di natura filosofica”, spiega convinto Marinoff, presidente dell'American Philosophical Practitioner Association, l'organizzazione ufficiale del movimento che conta per ora 130 membri in tutti gli Stati Uniti. In cosa differisce una sessione con un filosofo rispetto a una con l'analista? Non esistono diagnosi, né introspezioni su emozioni e sentimenti. Il cliente (guai a chiamarlo “paziente”) discute del problema, poi si parla di teoria decisionale e delle possibili scelte per risolverlo. Con questa ricetta pratica alla mano, negli ultimi due anni svariate dozzine di filosofi si sono costruiti una loro reputazione nel paese a stelle e a strisce, sulla scia di un movimento che è partito inizialmente dalla Germania. “E' nostro compito aiutare le persone a indentificare paure irrazionali che sono parte della vita - precisa Vaughana Feary, professore di filosofia, che dice di avere alle spalle dieci anni di esperienza nel settore - soprattutto con gente ordinaria che non riesce a trovare più gusto nella quotidianità. In questo senso, uso spesso esempi di come i filosofi hanno affrontato certi dilemmi”. Non tutti sono d'accordo sul metodo. Per paura di un'esplosione di entusiasmo popolare, i portavoce della vecchia tradizione psicoanalitica hanno già montato una controffensiva. Ruben Diaz, deputato democratico del Bronx, ha finito di stendere una proposta di legge a riguardo: se va in porto, chi usa il titolo di filosofo professionista deve aver passato un test rigoroso amministrato da una commissione speciale e pubblicato svariati studi su riviste professionali.
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