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Due storie e... sette confessioni.
Si dice che: "Le donne accedono al sesso attraverso l'amore, mentre gli uomini si avvicinano all'amore per mezzo del
sesso." Forse è vero,ma il percorso degli uomini è certamente molto contorto. Spesso poi...si perdono per strada. Vedremo il perchè.
Nel confessionale laico della sessuologia si ascoltano frequentemente appelli del tipo:
"Dottore, c'è qualcosa che non va in me!", "Dottore, le dico questa cosa ma, per favore, non lo scriva nella mia cartella
clinica."
Da qualche decennio esercito la professione medica e da vent'anni osservo le problematiche sessuali, soprattutto dell'italico maschietto, ma sempre più spesso oggi mi ritrovo a pensare:
"Quest'uomo che mi sta dinnanzi non ha patologie organiche, non è disturbato psicologicamente eppure soffre del male di vivere e ciò che forse è più grave non sa più a chi dirlo se non a un povero medico come me. Ha bisogno però di raccontare a qualcuno le sue fantasie, le sue angosce inespresse, soprattutto
sessuali". Certo, per le donne le cose vanno diversamente. Loro parlano di sessualità più facilmente, con le amiche, dal parrucchiere, in palestra. Per loro c'è una consuetudine millenaria a confrontarsi con il proprio corpo e le funzioni genitali: il menarca, la gravidanza, l'allattamento, la menopausa. L'uomo invece (al bar, nei luoghi di lavoro o di ritrovo) si confronta con i suoi simili ma spesso solo per vantarsi o per millantare performances inverosimili. E' raro che "Lui" "si apra" e comunichi. E' anche comprensibile. Per "Lui" palesarsi su questi argomenti significherebbe divenire vulnerabile dallo scherzo degli altri, dalla celia o, peggio, dal sarcasmo. Ma partiamo da casi concreti. Ecco allora, per calarci nella realtà, due esempi, tratti dall'esperienza, più chiari e dimostrativi di qualsiasi descrizione della realtà del confessionale
sessuologico.
- Dirigente industriale di 46 anni coniugato con tre figli, certamente un po' stressato sul lavoro ma sicuro di sé. Guarda ben fisso l'interlocutore e afferma che ha poco tempo a disposizione rigirando fra le dita l'ennesima sigaretta che l'andrologo gli impedisce d'accendere. Da tre anni, episodicamente, è "sessualmente disturbato" ma ciò che l'ha condotto oggi qui è il reiterato insuccesso con una giovane hostess, incontrata ad una convention aziendale, e più volte dopo rivista. Si scoprirà, interrogando il paziente (nei limiti del tempo concessoci), che forse tutto è iniziato dopo il riscontro di una pressione arteriosa aumentata e a seguito dell'assunzione di farmaci antiipertensivi. Forse, dichiarando il problema al medico curante, si sarebbe potuto cambiare farmaco già da tempo.
- Propongo poi un giovane di 26 anni, con una vita sessuale normale sino a sei mesi prima quando conosce e s'innamora di una donna di 32 anni divorziata, con un figlio. Il nostro è chiaramente imbarazzatissimo, rosso in volto, irrequieto sulla poltroncina quasi in procinto di alzarsi e lasciare questa sofferenza cui è costretto dalla partner la quale, con eccessiva proprietà di linguaggio (ahimè le enciclopedie mediche!), avanza all'attenzione del consulente proposte diagnostiche (invero sensate) e soluzioni terapeutiche (al limite del Codice Penale).
Immaginatevi ora di aver appena terminato la raccolta dei dati di queste storie cliniche. Dovete sapere che alla fine dell'anamnesi medica (cioè della sintesi delle informazioni sulla storia sanitaria), allontanata la partner,moglie o accompagnatrice, con il pretesto che "adesso bisogna visitare il signore", inizia il tempo "magico" delle confessioni di "Lui".
Quali sono allora i temi più frequenti di queste rivelazioni che gli uomini non direbbero al miglior amico e men che meno alla propria compagna? Ecco una piccola antologia, raccolta negli anni. Le sette "verità" svelate (ma sono solo sette?).
1. Dicono molti uomini: "Anche dopo il matrimonio ho continuato con l'autoerotismo nonostante ci sia una discreta intesa con mia moglie". E si scopre così che "il fatto" avviene in media bisettimanalmente. "Certo, perchè Lei è sempre stata ...poco portata". Aggiungono, quasi a discolpa! E poi, sottovoce: "Ma può far male?"
2. Il materiale pornografico viene impiegato ancora di nascosto e raccolto in un armadio o in un cassetto, ma riposto nello studio privato. "La collezione di videocassette però la tengo in ufficio...". C'è poi l'uso di Internet per il lavoro notturno... Proprio veri voyeurs impenitenti,questi maschi!
3. I tempi dell'amore lo ossessionano. Dopo che ha visto qualche film in cui il maschio sembrava imperituro, "Lui", che un po' precoce lo è sempre stato, ma non l'ha mai ammesso...comincia ad avere dubbi. Il medico nel frattempo pensa, tra sé e sé: "Lei però (evidentemente) se ne era accorta da tempo ma, poveretta, forse aspettava tempi migliori." Poi "Lui" aggiunge: "Insomma, dottore, che fatica è sempre stato aspettare i tempi di Lei!". Sul tema è però ancora più frequente ascoltare: "Per 20 anni non mi sono preoccupato della brevità in amore. Per mia moglie tanto andava bene così! Ma ora con la segretaria è un'altra cosa. Dottore mi deve aiutare !"Conclude imperativamente.
4. "... ma come si fa a capire se lei finge?" Il medico pensa allora di spiegare i fenomeni neurovegetativi che caratterizzano l'acme della risposta femminile e che non sono simulabili (rossore intermammario, movimenti podalici, dilatazione pupillare ecc.). Ma "Lui" non sta cercando meglio di capire i segreti della fisiologia di sua moglie bensì quelli della nuova segretaria che aveva la fama di un'urlatrice (sic!)
5. Aveva detto: "Cara è la prima volta che non ci riesco..." Ma oggi ci fa capire che il suo carnet è ricolmo di insuccessi. E pensare che la sua compagna, nel frattempo, è rattristata pensando d'essere lei la causa del disastro. "Lui"però, nel frattempo, ipocritamente, le lascia credere ciò! E soggiunge in confessionale: "La scatola di Viagra l'ho nascosta nel bagagliaio dell'auto... per le occasioni importanti!". Il medico, per dignità maschile, abbassa gli occhi...
6. I sogni ad occhi aperti di metà pomeriggio ci sono, eccome! Ma hanno solo due protagoniste: la minigonna della migliore amica della moglie e il particolare reggiseno della nuova collega. Poi, sempre "Lui", aggiunge: "Che frustrazione, dottore, sentirsi i testicoli dolenti dopo tanto immaginare! Mi dica, è normale?". Senza lasciarti rispondere, ricorda: "Per aiutarla, dottore, ad avere un quadro più completo della situazione,le racconto di quel venerdì sera che ho inventato una cefalea perchè proprio un quarto rapporto sessuale (dopo i primi tre al Motel) non veniva voglia di farlo... con mia moglie!". No comment del medico.
7. "Da giovane non frequentavo prostitute ma al passare degli anni mi sembra che sia normale", dice un trentottenne, ancora aitante. Anche "Lui", pur felicemente coniugato, è vittima del pregiudizio per cui "donne per bene" non possano essere contemporaneamente abili nel sesso. Non lo ha ancora capito ("Lui" e tanti altri) e continua a dissociare, con tipica schizofrenia mentale, le due figure. Speriamo almeno che, nel frattempo, non porti a casa ... malattie a trasmissione sessuale!
Al termine di questa "sconfessione" dell'uomo ora si può capire perchè, dopo un po' di anni trascorsi a sentirsi raccontare queste storie, un andrologo... stimi sempre di più le donne!
Maurizio Bossi
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