







|
 |
Dott. Paolo
G. Zucconi
Molestie
sessuali
www.dr-zucconi.it
I resoconti giornalistici e radiotelevisivi ci propinano quotidianamente episodi di violenza tanto che è quasi impossibile prendere un quotidiano, sfogliare un settimanale o ascoltare un notiziario senza venire a conoscenza di nuovi e spaventosi atti di violenza pubblica e privata, verso le cose e verso le persone. Proprio per l'importanza che la violenza ha raggiunto nella vita quotidiana in vari ambiti della vita sociale dobbiamo rassegnarci a considerarla come una delle espressioni, purtroppo sempre più numerose, dell'interazione sociale. Espressione di un'interazione disturbata e deviante, come lo è quella forma di violenza che spesso non trova spazio tra la cronaca nera quotidiana, ma pur si riscontra in tante storie di quotidiana sopportazione che tendono a rimanere relegate nei meandri della psiche femminile: la molestia sessuale.
Senza arrivare allo spettro di una violenza fisica evidente la molestia sessuale è pur sempre violenza, una violenza psicologica, insidiosa, strisciante, sempre più diffusa e sempre più sommersa che intacca la dignità personale dei soggetti socialmente più vulnerabili. La gamma delle situazioni di molestia sessuale, che portano la vittima ad un logoramento psicologico progressivo, è molto varia: si va dalla frase equivoca con doppio senso al fraseggio volgare, dall'apprezzamento pesante alla proposta diretta, dalla minaccia subdola ed imbarazzante ripetuta più volte fino ad arrivare al gesto osceno o alle avances più meschine, al ricatto e all'intimidazione sul posto di lavoro. Si consuma di preferenza in quegli ambiti in cui si determina da una parte una condizione di bisogno e vede dall'altra parte una condizione sociale contrattualmente più forte che abusa del suo potere o della sua autorità verso chi è gerarchicamente subordinato, solitamente donna. Pur tuttavia l'ambito della molestia si allarga pure al rapporto tra pari nell'ambiente di lavoro fino a portarsi sulla strada ed in certi ambienti pubblici dove prevale la convinzione maschilista che giustifica il complimento pesante alle passanti, la proposta insistente fino al contatto fisico impudente in una sala cinematografica e all'atto esibizionista. In tutti i casi il molestatore (quasi sempre di sesso maschile) conta sulla complicità del silenzio di una vittima psicologicamente indifesa. Infatti chi subisce la molestia solitamente è impreparata a difendersi al primo, inatteso, attacco: la mancata reazione favorisce l'innescarsi di un'escalation da cui sottrarvisi risulta sempre più complicato, soprattutto se la persona ritiene di non essere tutelata giuridicamente da provocazioni che non comportino aggressione fisica e possiede ad un tempo una bassa autostima e altrettante basse abilità sociali di autodifesa. Così la vittima di molestie è maggiormente esposta a crisi depressive, a stati di agitazione ed irritazione permanenti, insonnia, emicrania e a vari disturbi psicosomatici che si associano ad una minore efficienza lavorativa e minore fiducia nelle proprie capacità. Come difendersi ed evitare le possibili conseguenze psicologiche e psicosomatiche della molestia passivamente subìta?
La legge viene oggi in aiuto anche a chi, a vario titolo, sta subendo molestie sessuali in quanto ogni atto che disturba anche in minima parte la sfera sessuale altrui costituisce un reato penale. Attraverso la presentazione di una querela di parte che in tali casi, non può più essere revocata, l'interessata inizia così il suo atto difensivo con facoltà di essere pure risarcita di danni psicologici (biologici e morali) correlati alla molestia subìta.
Ma se l'attuale giurisprudenza protegga, a posteriori e su querela, la donna molestata, la difesa immediata è solamente psicologica. Le molestie, a differenza delle violenze sessuali vere e proprie, sono in definitiva pressioni psicologiche, a vari livelli, di tipo verbale e non verbale (sguardi insistenti, ammiccamenti, contatti interpersonali, esibizionismi non richiesti) e pertanto la risposta immediata si basa su di un repertorio competente di abilità cognitive, comportamentali ed emozionali di protezione e di fronteggiamento della situazione molesta attraverso una serie di mosse psicologiche per reagire, colpire nelle zone più vulnerabili e difendersi in varie situazioni interpersonali, anche complesse, affrontando il molestatore armate di sofisticate tecniche di dissuasione ed autodifesa psicologica paragonabili ad un ben assestato colpo di
judo o di karate che spiazzano e mettono a terra l'avversario senza sentirsi in colpa, provare eccessiva ansia e senza compromettere la relazione sociale, mantenendo comunque un buon rapporto interpersonale con l'altro. Certamente tali strategie e tecniche dissuasive vanno apprese, con l'aiuto di uno psicoterapeuta esperto, attraverso un programma di protezione psicologica individualizzato da acquisire con una serie
role playing e role reversal in studio e prove comportamentali sul campo con supervisione continuativa finché le abilità psicologiche di difesa diventano abitudini. E' possibile pure attraverso un programma di
Harassement inoculation training preparasi preventivamente ad affrontare possibili molestie future al fine di ridurre la durata e l'intensità dell'emozione spiacevole, bloccare la molestia sul nascere, sottrarsi alla pressione sociale del molestatore con conseguente incremento del senso di autoefficacia e dell'autostima personale.
Tipologia della molestia
sessuale
La forma più grave, ma meno diffusa di molestia è il ricatto sessuale (quid pro quo), mentre le più diffuse sembrano le attenzioni sessuali non gradite come ad esempio le richieste insistenti. In ambienti tradizionalmente maschili e maschilisti sono molto frequenti, quasi usuali le molestie di genere, quelle cioè che, se pur con basso profilo socioculturale, sottolineano le differenze tra maschio e femmina come ad esempio la distribuzione di materiale porno tra il gruppo, il fraseggio volgare, il vantarsi di prestazioni sessuali, il gesto osceno e la frase o il discorso ambiguo. Altre forme di molestia sessuale sono le telefonate oscene (coprolalia), l'esibizionismo non richiesto ed infine, tipico topos, la ricerca del contatto fisico a bordo dei trasporti pubblici, al cinema, nell'ambiente lavorativo (la pacca sul sedere rientra tra questo genere), ma purtroppo, da quanto raccontano le pazienti e le clienti in ambito psicologico-medico-legale, anche all'interno di ambulatori medici, sessuologici e psicologici.
Profilo del molestatore
Non riesce facile tracciare un profilo del violentatore tipo dal momento che varie sono le forme e anche le circostanze della molestia sessuale. Pertanto se per alcuni maschi la molestia sessuale rientra nell'esercizio del potere nel caso di dirigenti o imprenditori, senz'altro l'atteggiamento del molestatore in genere appare tipicamente sessista, di un sessismo più ostile che benevolo incentrato sull'idea frustra della donna oggetto. Se poi il molestatore agisce con l'intento di comunicare un qualcosa la modalità appare decisamente inappropriata caratterizzata da assenza di empatia e espressione di una sessualità immatura. Se nelle forme più hard il molestatore rientra nei profili aggressivi e manipolativi nelle forme meno gravi , ma più diffuse può essere visto come un disabile sociale, una persona con ridotte competenze sociali e con una assenza di dating behavior
Profilo della donna
molestata
Se è difficile tracciare un identikit del molestatore ancora più complesso diventa il profilo della vittima della molestia sessuale. Tentando comunque di abbozzare alcuni tratti comportamentali si può affermare che solitamente le vittime le possiamo trovare tra le categorie sociali più deboli dove la vulnerabilità personale sotto il profilo psicologico e sociale diventa direttamente proporzionale al rischio della molestia. Tra le categorie sociali più a rischio innanzi tutto troviamo le appartenenti al sesso femminile (anche se la vittima maschile di una ipotetica molestatrice donna, che sembra più diffusa negli States e maggiormente in recenti films americani, da noi rientra in un ambito ancora troppo sommerso). E tra le donne sembra che i primi posti spettino alle divorziate, seguite a ruota dalle donne più giovani e neoassunte. Vittime diffuse, e purtroppo per la maggior parte silenti appartengono a gruppi di lavori specificatamente maschili. Infine tra le donne più a rischio di molestia sessuale sono le portatrici di handicap, le lesbiche e quelle apparetnenti a minoranze etnico-sociali e linguistiche.
Un corso di autodifesa e
prevenzione psicologica
La difesa immediata dalla molestia sessuale è solamente psicologica. Si basa su di un repertorio competente di abilità cognitive, comportamentali ed emozionali di protezione e di fronteggiamento della situazione molesta. Queste strategie di difesa psicologica vengono proposte in specifici corsi di formazione tenuti a livello nazionale. Attraverso momenti espositivi e prove comportamentali con
role playing e role reversal in aula si impara a riconoscere la tipologia del molestatore, si acquisiranno i passi legali necessari a far valere i propri diritti ed essere risarciti, si apprenderanno le mosse psicologiche per reagire, colpire nelle zone più vulnerabili e difendersi in varie situazioni interpersonali complesse affrontando il molestatore armati di sofisticate tecniche di dissuasione ed autodifesa psicologica paragonabili ad un ben assestato colpo di
judo o di karate che spiazzano e mettono a terra l'avversario senza sentirsi in colpa e senza compromettere la relazione sociale, mantenendo comunque un buon rapporto interpersonale.
Ideati e diretto scientificamente dal dr Paolo Zucconi, psicoterapeuta, sessulogo e psicologo legale, si rivolgono a chi, a vari livelli, ha subìto, subìsce o teme di subìre molestie sessuali o comunque desidera autopotenziarsi psicologicamente al fine di essere preparata in caso di bisogno. Durante 3 sabati full immersion le partecipanti saranno messe in grado di: ridurre la durata e l'intensità dell'emozione spiacevole concomitante alla molestia subìta, ridurre la frequenza delle molestie fino a bloccarle sul nascere, sottrarsi alla pressione sociale del molestatore ed esercitare con competenza i propri diritti personali e giuridici. Tutto ciò con conseguente incremento del senso di autoefficacia e dell'autostima personale. Durante le 20 ore dell'intero corso ci si propone i seguenti obiettivi didattici:
- Ridurre la risonanza emotiva della molestia subita
- Ridurre la frequenza delle molestie fino a riuscire a bloccarle
- Essere in grado di esercitare i propri diritti personali e giuridici
- Sottrarsi alla pressione sociale del molestatore
- Gestire efficaciemente le eventuali spiacevoli conseguenze agite dal molestatore sconfitto
- Incrementare il senso di autoefficacia e la propria autostima personale
Per maggiori dettagli
consultare
Dr Paolo G. Zucconi
Neuropsicologo e sessuologo clinico specialista in psicoterapia cognitiva
e comportamentale
Udine Viale Venezia 291 tel. 0432/233.006
www.dr-zucconi.it
|